Di creta e stelle
Abbiamo tutti una forza silenziosa, come un sussurro antico che dorme. Somiglia al passo dei fiumi d'inverno; non grida, ma scava. Ha il respiro del grano quando il vento lo piega, ma lui non si spezza, e si rialza più alto. È qualcosa che si innalza e spinge dal basso, che, come la radice, spacca l'asfalto e nel suo andare lento cerca l'acqua nel buio, senza mappa, solo con la sete come bussola.
È la forza di chi trattiene il respiro prima di affrontare il nuovo giorno, pur sapendo quanto sarà difficile. Di chi, avendo quel dolore dentro, sorride e continua a farlo, tutto il giorno, rimanendo lucido mentre tutto intorno trema, divenendo l'appoggio di chi si prende cura, senza farsene accorgere. E custodisce tutto nel silenzio, sapendo che essa è l'unica parola che potrà guarire.
Ognuno di noi possiede una forza diversa: quella della pazienza, quella del ricominciare, quella dell'ascolto nel silenzio, quella di chi cura e di chi affronta nel dolore. Ci riveste come un abito che solo noi sappiamo indossare. A volte le riuniamo tutte in noi. Perché la vita, spesso, ce le mostra tutte, le nostre forze, e nemmeno ci rendiamo conto.
Siamo forti perché siamo di creta e di stelle. Perché sappiamo cadere come la neve che si posa leggera e, senza fare rumore, cambiamo il paesaggio. Perché ogni ferita è diventata bocca e ha imparato a pronunciare il nostro nome con voce nuova. Siamo forti perché abbiamo assimilato i nomi delle nostre paure e abbiamo smesso di chiamarle padrone. Siamo forti quando finiamo di chiedere al cielo di salvarci e scopriamo di avere ali ben piantate tra le scapole.
Perché abbiamo scoperto che la fragilità è la forza del nostro potere, il più grande. Quella che non urla ma costruisce.
E quando le nostre forze si uniscono, accadono prodigi: nascono ponti, archi di fuoco purificatori, strade d'infinito.
Le nostre solitudini diventano corde che si annodano per risalire l'abisso.
E ci trasformiamo in lucciole che, trovandosi nel buio, fingono di essere l'alba. Anche il tempo, che correva indifferente, rallenta per guardarci.
Scopriremo infine che la forza di ognuno di noi è in quello spezzarci senza svuotarci, in quel perderci senza scomparire, morire mille volte in un giorno e rinascere alla sera col cuore intatto.
Perché portiamo in noi un mare che non conosce secca, un'alba che nessuna notte può annegare.
@Pia R. S.

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