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Lunedì in Arte: Certosa di San Martino (Napoli) e Museo, con vista - II Parte -

 

Ora vorrei continuare a mostrarvi l'interno della grandiosa 

Certosa di San Martino a Napoli. 

Ci siamo fermati al Refettorio. 

Qui c'è un passaggio che porta al Chiostrino e poi alla Cappella della Maddalena che purtroppo è inaccessibile. Per cui usciamo nel corridoio fanzaghiano e ci dirigiamo verso il 

Chiostro Grande



Originariamente il progetto dell'intera Certosa fu affidata all'architetto e scultore Tino di Camaino. In seguito ci furono diverse modifiche ma per l'aumento dei monaci ivi residenti fu necessario un forte ampliamento. Quindi l'incarico sembra fu affidato inizialmente, nel 1581, all'architetto Giovanni Antonio Dosio su volere di Saverio Turboli allora priore del complesso ed il suo completamento fu di Giovan Giacomo di Conforto




Quindi osserveremo un ordine toscano - dorico con prati verdeggianti ed un bellissimo pozzo di Felice de Felice del 1578, l'ampliamento comprende nuove celle con un nuovo sistema idrico, mentre sembra sia di Conforto la monumentale cisterna. 

Nel 1623 si aggiunse, alla progettazione del cantiere, l'architetto Cosimo Fanzago (forse con lui si ridussero le arcate che da 64 divennero 60) che introdusse le mezze lisene sulle colonne agli angoli dell'ambulacro, il bellissimo cimitero quadrato dei certosini con decorazione di teschi e cinque dei sette medaglioni con busti sulle porte negli angoli del portico (gli altri due sono da attribuire a Vaccaro). Anche la pavimentazione fu opera sua. Nel complesso furono utilizzati marmi bianchi e grigi, il piperno come anche il pregato marmo di Carrara. 














 Possiamo notare come la forte personalità di questo grande artista, aggiungendo e cambiando ovunque le semplici, originali forme geometriche in trionfi di foglie, frutti, volute stilizzate, cromatismi e sorprendenti volumetrie, abbia trasformato qui l'originale trecentesco aspetto poi gotico, nel prezioso, ricco e raffinato stile barocco. Abbinando anche un certo senso realistico e sensuale. 

Alcuni locali hanno preziosi omaggi artistici assolutamente da ammirare con i particolareggiati racconti e avvenimenti della bellissima Certosa. 

Vi mostro pochi esempi. 





Questo è dovuto al fatto che quando il complesso monumentale divenne, nel 1867, di proprietà dello Stato, l'archeologo Giuseppe Fiorelli volle allestire qui un Museo dei "ricordi" della storia napoletana. 


Quindi ora percorriamo la parte laterale del corridoio fanzaghiano e ci immettiamo nella zona adibita ad abitazione del Priore. 

Nel Quarto del Priore 

abbiamo delle stanze completamente affrescate da Micco Spadaro, in particolare nei locali dell'ex biblioteca ormai svotate. I pavimenti sono in maiolica settecentesca. Nel primo ambiente esse sono della famosa fabbrica di Giuseppe Massa, per intenderci, la stessa che ha decorato il chiostro delle clarisse nella basilica di Santa Chiara sempre a Napoli. 

Nel secondo ambiente troviamo trompe-l'œil mentre la pavimentazione in maioliche è stata realizzata da Leonardo Chiaiese dove possiamo anche ammirare la particolarissima meridiana di Rocco Bovi. Le scene dipinte in ogni stanza sono state affrescate da Crescenzo Gamba. 

Tutti i quadri in possesso dei certosini ivi situati un tempo, sono stati per la maggior parte dispersi a causa della guerra e la soppressione voluta dai francesi e poi dopo l'Unità d'Italia del 1861. Per cui ora invece troviamo una minima parte di quei dipinti ed anche sculture dell'arte napoletana già appartenenti ai certosini risalenti al '600 e '700. Tra cui un bellissimo presepe che purtroppo non ho fotografato. 😏 

Vi mostro qualcosa. 


San Michele Arcangelo scaccia i demoni 
Domenico Antonio Vaccaro 
1678 - 1745 
Legno intagliato e dipinto 

Banchetto di Erode 
Luca Giordano 
1634 - 1705 
Olio su tela 

Nozze di Cana 
Luca Giordano 
1663 
Olio su tela 

Martirio di San Sebastiano 
Jusepe de Ribera detto Spagnoletto 
1591 - 1652 
Olio su tela 

Madonna del Rosario con i santi Domenico e Gennaro 
Giovanni Lanfranco forse con intervento di Luca Giordano 
1638 - 1639 
Olio su tela 

Apollo e le Muse 
Domenico Antonio Vaccaro 
1678 - 1745 
Olio su tela 


San Martino divide il mantello 
Legno intagliato e dipinto, occhi di vetro. 
Base dorata proveniente dalla Chiesa delle Donne 

Santa Barbara 
e
Santa Martina 
Legno intagliato e dipinto dorato 
Provenienti dalla Certosa 

Opere di
Nicola Fumo 
1600 - 1700 



Dalle grandi finestre si può già ammirare parte del giardino privato del Priore. 




Santa Barbara 
Francesco Guarino 
1611 - 1654 
Olio su tela 


Anche qui la difficoltà a fotografare è stata esorbitante. 
La luce esterna invadeva frontalmente le tele. 
Ma nella posizione giusta ci sono riuscita. 




Deposizione 
Massimo Stazione 
1638 
Olio su tela 

San Bruno 
Cosimo Fanzago e Biase Monte 
1638 
Bronzo argentato e dorato a misura a freddo 

Particolare del cortiletto privato del Priore 
Con sculture maiolicate 


E per oggi mi fermo qui. 
Grazie a tutti per l'attenzione. 




Le immagini sono tutte di mia esclusiva proprietà. 
Vietata ogni riproduzione. 

Commenti

  1. Grazie! Grazie! e ancora Grazie! Ho ammirato il primo post ed ora grazie a te, con questa seconda parte, mi sembra di aver visitato di persona questo luogo incantevole accompagnato da un'esperta in materia.
    Felice giornata, un abbraccio
    enrico

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    1. Ciao Enrico!!! Grazie a te per aver gradito.
      Più che esperta assolutamente innamorata di tale materia.
      ❤❤❤
      Buona serata con un forte abbraccio!

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  2. Che magnificenza, sembra quasi una residenza nobiliare più che un convento. Immagino che i frati che la popolavano fossero tutti provenienti da famiglie di un certo rango.

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    1. Ciao Ariano! Non credo che fossero tutti di nobili origini ma sicuramente tra loro possono esserci visto che persino i vari papi provenivano da nobili famiglie ed addirittura si tramandavano il " titolo". Il fondatore San Bruno lo era ma scelse di divenire certosino proprio per allontanarsi dagli sfarzi di quella vita e dal potere. Quindi quel che contava, allora come ora, era la vita monastica in solitudine e meditazione. Persino le celle erano estremamente piccole con una sola apertura minuscola e sbarrata. Povertà, preghiera, solitudine e laboriosità "certosina". Quindi estremamente meticolosi. 😉
      Lo sfarzo era dovuto ai Casati importanti che li sostenevano. Almeno mi sembra sia così. Abbraccio.

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  3. Davvero maestosa, niente a che vedere con la Certosa di Lucca, dove sono stato e dove sono ancora attivi i certosini, in confronto è una catapecchia!

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    1. Maestosa ma non in origine però. 😉
      Non conosco la Certosa di Lucca (andrò a curiosare, grazie), penso però che così dovrebbe essere il giusto modo di considerare quest'ordine. Il loro modo di vivere è simbolo di umiltà e silenzio, vita da eremita. Mi hai fatto sorridere leggendo il termine "catapecchia". 😁
      Ciao e grazie Filippo.

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  4. Che bella !! Quante cose ci sono da vedere !! Grazie a te che ce ne hai parlato. Io sono stata a Napoli solo di passaggio e non ho visto niente di questa città. Ciao

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    1. Mirtillo ad essere sincera anche per me è stata una grande sorpresa. Conoscevo già qualcosa ma scoprirla vivendola è completamente diverso.
      La prossima volta che capiti a Napoli visita le sue meraviglie artistiche, non te ne pentirai, anzi te ne innamorerai ne sono certa. Un bacio enorme e grazie!

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  5. Anche questa volta ci hai regalato una splendida lezione di Storia dell'arte, corredata da bellissime fotografie. Anche a me sembrava proprio di essere lì con te ad ammirare cotanti capolavori. Grazie mille!

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    1. Grazie a te Katherine!
      E non finisce qui... 😘😘😘

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  6. sai che ho visitato la certosa qualche anno fa però di tutti i particolari che metti in evidenza non ricordo niente o forse non conoscevo . E' veramente una piacevole lettura e vista...grazie e brava
    baci
    eos

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    1. Comprendo ciò che metti in evidenza. Capita a tutti. A volte ci si perde tra le varie opere e spesso ci avviciniamo solo a ciò che incontra il nostro gusto e che conosciamo.
      Sono molto contenta di averti aiutato a conoscere meglio la Certosa. Lei, come avrai notato, lo merita davvero.
      Ma non è finita... 😉
      Grazie di cuore, un bacio. Ciao Eos.

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  7. Sai che la Certosa mi manca?! Ed è grave lacuna.. certo l'hai resa quasi confidenziale col tuo particolarissimo post.. ma mi è venuta voglia di vederla dal vivo.. appena si presenterà l'occasione.. continuo a pensare che l'Italia è colma di meraviglie, e che dedichiamo alla loro scoperta sempre troppo poco tempo.. grazie Pia!

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    1. Caspiterina mi dispiace. Devi assolutamente recuperare al più presto. 😉
      Grazie delle tue parole sulla mia scrittura. Tutto deriva dal mio amore per certi argomenti. Sincera anche qui.
      L'Italia è splendida, nonostante non sia enorme ha gioiellini in sé che spesso neanche si conoscono.
      Grazie a te e non perderti il prossimo posy sempre sulla Certosa. 😉
      Abbraccio grande!

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