Chi mi segue

René Magritte e la poesia




La poesia non ha nulla a che fare con la versificazione. 
Consiste in ciò che si trova nel mondo, 
al di qua di quanto ci  è permesso di osservare. 

Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. 
Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. 
Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia. 

Ciò che vedete sulla superficie di quel muro non è un insieme di linee e di colori; è una profondità, un cielo, delle nuvole che hanno alzato il sipario del vostro tetto, una vera colonna intorno a cui potete girare, una scala che prolunga i gradini su cui vi trovate (e voi fate già un passo nella sua direzione, vostro malgrado), una balaustra di pietra da cui si stanno affacciando per vedervi i volti attenti dei cortigiani e delle dame, che portano nastri e abiti uguali ai vostri, che sorridono al vostro stupore e ai vostri sorrisi, facendo verso di voi dei segni che trovate misteriosi soltanto perché hanno già risposto senza aspettare quelli che voi farete loro. 


Immagine dal web
René Magritte
La nascita di un idolo
1926

Commenti

  1. Cara Pia, certe cose tu le sai spiegare molto bene, per questo seguo il tuo blog.
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie di cuore per le tue parole Tomaso.
      Abbraccio e buon inizio settimana!

      Elimina
  2. Quando uno scrittore, o un pittore, cominciano a lavorare lo fanno con gli strumenti di altri che hanno percorso quella strada e l'hanno (in)segnata. Poi arriva qualcuno a stravolgere le regole e occorre che ogni nuovo artista ne tenga conto. Anche lo spettatore lo deve fare perchè per addentrarsi nei terreni sconosciuti che l'artista propone, occorre un decodificatore che gli permetta di capire quanto sta guardando. Tu dirai che basta l'emozione del momento, anche in assenza di patente, e sarebbe vero se lo sforzo di capire non annullasse qualsiasi pensiero emotivo.
    Che vedo io, senza patente, nel quadro di Magritte? La malinconia di una regina che volta le spalle allo splendido mare, vedo uno specchio che a quell'altezza le è inutile e due finestre: una non affaccia a niente e l'altra a una piccola porzione di mare, come ce ne fosse bisogno con tutto quell'immenso che ha davanti. Fosse per me, quel dipinto l'avrei titolato "rinuncia"... il surrealismo, a tutt'oggi, mi incuriosisce e basta.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Sari ti non hai idea di che splendido commento mi hai regalato.
      Hai personalizzato con la tua opinione l'arte. Ed è proprio questo che indico da sempre, esprimere la propria idea oltre il proprio sentire ed oltre ogni pregiudizio artistico dei critici d'arte.
      Io ti ringrazio infinitamente Sari e ti abbraccio.

      Elimina
  3. Ciao Pia, stavo svolazzando un po' qua, un po' la, e mi sono imbattuto in quest tuo blog.
    Ciò che mi affascina dell'arte è che ognuno può percepire un'emozione diversa dalla stessa opera (forse è per questo motivo che non amo particolarmente i "critici" che vorrebbero che tutti vedessero e goudicassero che ciò che loro vedono)
    Bella, ad esempio, l'intrepretazione di Sari, io però, inguaribile ottimista, ci vedo qualcosa di più "roseo".
    La Regina stà veramente rinunciando all' "immenso che ha davanti" oppure decide di voltare le spalle a ciò che è già stato (probabilemnte poco felice data la burrasca all'orizzonte) per dirigersi, senza guardarsi indietro, verso una nuova scoperta?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuto tra noi caro Folletto (ti chiamerò così a meno che tu non voglia altro).
      Il bello è che entrambi vediate una regina nonostante i vostri diversi sguardi e la vostra diversa interpretazione.
      E vedo poesia anche nelle tue parole. Grazie di cuore, ciao.

      Elimina
  4. Bel post cara Pia, molto profondo. Sicuramente lo penso anche io la poesia comincia dove molte persone sono costrette a fermarsi, dove non tutti arrivano a vedere il percorso creativo ed artistico e tu sei stata capace di esprimere molto bene questa considerazione. Ogni volta che passo dal tuo blog mi trovo sempre in un mondo fortemente immaginativo. Sei davvero fantastica. Un saluto ed un abbraccio e buona nuova settimana appena iniziata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi conosci da tanto ormai Arwen e ciò ti ha dato adito a comprendere molto bene il senso del mio post.
      Sei e sei stata fantastica tu, altroché e ti ringrazio molto.
      Un forte abbraccio e buon inizio e nuova settimana anche a te. Smack!

      Elimina
  5. Ah signore e signori, mica volevo criticare la noastra Pia eh??? L'arte pittorica che più apprezzo è l'illustrazione ad acquerello (amo Folon) e per il resto sono poco attrezzata.
    Scusami Pia se ti sei sentita offesa dalla mia irruenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sari cara ma no, perché hai pensato ciò. Anche perché se la critica è costruttiva è un modo per migliorare e crescere, però non mi sono assolutamente sentita criticare, anzi, come hai letto su, mi è piaciuto molto la tua opinione.
      Grazie ed abbraccio.

      Elimina
    2. P.s. adoro l'acquerello anch'io! 😘

      Elimina
    3. Ho scritto prima della tua risposta, pensando di essere stata brusca. Felice d'avere interpretato erroneamente.
      Ciao

      Elimina
    4. Tranquilla è tutto ok. 😘

      Elimina
  6. Io adoro opere come questa. A prescindere dal messaggio che Magritte voleva esprimere, io ho buttato già questi pochi versi come mia emozione immediata, spero non siano banali.

    "LA MANO"

    Mano placida e malinconica
    Scivola sulla parete liscia di quel corpo
    Adagiato sopra di lui

    Lui con il suo cuore in tempesta
    Come onde marine alte metri e metri

    Piccolo molo abbandonato
    E ti specchi nell'anima del mondo

    Mano placida
    Sussurra l'impetuosità di un oceano arrabbiato
    Furioso
    Perchè ha perso te
    Perchè lui ha te

    E quella mano
    Placida ma forte
    Accarezza il suo volto
    E lo porta con sè
    Per amarlo per sempre.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che brividi caro Daniele!
      Ma grazie di cuore per questo pregiato dono che mi hai fatto!
      Una poesia che esprime un forte sentimento, dolce e tumultuoso allo stesso tempo. Qualcosa che esprime un possesso ed una perdita.
      Qualcosa che esprime amore senza confini come quel suo volto.
      Una poesia diversa dalle tue che ho letto.
      Scusa se mi son permessa di esprimere ciò che leggo in queste tue parole.
      Se mi permetti vorrei inserirla nella barra laterale del mio blog. Sempre se riesco...😁😉
      Sono onorata di averti ispirato e strafelice di ciò.
      Abbraccio e felice serata! 💋

      Elimina
    2. Certo inseriscila, lascia solo per favore la "firma" in basso DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® e poi per me è un onore ed un piacere e ti ringrazio per questa tua idea!!!

      Elimina
    3. E niente, quando un artista arriva, non puoi che piegare la testa e dire grazie. Capolavoro di Daniele.
      Io resto una a cui la pittura surrealista non regala nulla, nessuna emozione. Invece con poesie come questa mi sciolgo.

      Elimina
    4. E niente hai pianamente ragione anche tu. Ciao!

      Elimina
  7. Ciao Pia, l'anno scorso sono stata a una mostra, ma non era proprio una mostra, di Magritte. Alla Fabbrica del Vapore di Milano. Dico che non era proprio una mostra perchè non c'erano quadri ma le opere venivano proiettate ininterrottamente , nelle varie sale, sui muri, sul soffitto, sui pavimenti , in un girotondo continuo che facevano come "entrare" lo spettatore nell'opera. A me, quest'esperienza, è piaciuta tantissimo, ho potuto ammirare meglio i dettagli, i colori , le prospettive. Non mi sono chiesta più di tanto il senso di un'opera ma ho proprio ammirato la fantasia, la capacità creativa di M;agritte e anche la poesia che le sue opere sanno trasmetterci. Saluti cari.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse mi sbaglio ma mi sembra di aver letto da te questa tua esperienza. Perdonami se non è così.
      Comunque credo che le mostre interattive abbiano proprio questo pregio, non le amo molto (solo perché vorrei si ammirassero le opere dal vivo) ma credo che, per chi non può, sia un buon modo di far conoscere l'arte a tutti.
      Il tuo entusiasmo mi fa comprendere che sia stato molto bello ed interessante, mi fa molto piacere. Dici giusto su Magritte, bravissima Mirtillo.
      Grazie e smackkk!

      Elimina
  8. Che bella Daniele, che bella. Tu parli la lingua degli artisti e sai entrare a pieno diritto nel loro mondo.
    Scrivine ancora di poesie così, anche questa è rock.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Sari, sono molto toccato dal tuo commento; non è che non ne scriva così, anche se sono una minoranza, ma non le posto perché sento molto forte l'esigenza di denunciare le storture del mondo.

      Elimina
  9. Opere che possono esprimere tante emozioni.
    Sereno pomeriggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le emozioni sono infinite per Magritte. 😉
      Grazie Vincenzo e notte serena!

      Elimina
  10. Abbandonato lo specchio, che le rimanda l'immagine di una dea imparagonabile a tanta bellezza di quel cielo e di quel mare potente, si lascia alle spalle tutto, il suo basamento una spada, per vendicarsi e rinascere nuova dea.

    Questo è ciò che vedo. Ciao Pia e grazie per offrirci spunti d'arte e non solo.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei stata fantastica Sinforosa, l'unica finora ad aver notato la lama su cui cammina lo strano personaggio...
      Grande potenza osservativa la tua.
      Bellissima la tua interpretazione, grazie! 😗

      Elimina
  11. Dopo dei commenti così intressanti non mi sento in condizione di esprimere il mio sentimento. Posso solo dirti che non apprezzavo Magritte ma che tu hai cominciato a darmi l'idea di approfondire la sua conoscenza. Grazie ed a presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Elio grandioso c'è sempre tempo per conoscere ed apprezzare. 😉
      Grazie delle tue parole. Felice di averti incuriosito.
      Grazie a te e notte serena!

      Elimina
  12. Ciao Pia, questo dipinto ha dato vita a interpretazioni differenti e molto interessanti, i commenti sono di grande interesse.
    Molti particolari di quest’opera li ritroviamo ne “La traversata difficile” dello stesso anno.
    I due dipinti sembrano l’evoluzione naturale di una narrazione, nella “Traversata” la strana figura (che ricorda una gamba di un tavolo) ha un occhio e guarda la tempesta attraverso una finestra o uno schermo, ne “La nascita di un idolo” il mare entra nella stanza e sembra sommergere tutto.
    Il tavolino (che nell’altro dipinto ha una gamba umana) sembra sostenere la figura protagonista del quadro e fa da trampolino verso una destinazione “altra”.
    In questi primi lavori Magritte cerca una ricostruzione temporale dove il surrealismo, che è naturalmente presente, sembra non aver ancora preso il totale controllo.
    La poesia, perché in fondo il post parla di questo, è una “situazione” mentale, nell’opera che hai proposto possiamo trovare la poesia di un’anima in cerca di … (ognuno ha la possibilità di vederci qualcosa di personale) o possiamo vedere una visione tragica dove la poesia è assente, lo stato d’animo di chi osserva è fondamentale nell’interpretazione.
    La lettura di Sari apre un’ulteriore punto di vista, le interpretazioni costruiscono la trama di un dipinto e in questo tuo post le strade si sono moltiplicate.
    Grazie, per lo spunto, un abbraccio.

    RispondiElimina
  13. Grazie Romualdo!
    Giusto per chiarire, le opere da te indicate sono tre, due rappresentano "la traversata difficile" e la terza sembra ricordare le due precedenti ed è "la nascita di un idolo". Tutti e te sono ispirati da De Chirico e la sua opera "love song". Autore che ha influenzato fortemente Magritte.
    Per me anche nella tragedia c'è poesia.
    Il senso è nell'onirico dove il sogno è più reale della realtà, dove la mente crea immagini molto più vere del reale.
    Chi guarda o meglio osserva queste opere si trova spiazzato dalle assurde disposizioni di improbabili oggetti posti in modo ordinato e cerca di dare una logica spiegazione alle evidenti illogicità.
    Così può anche nascere la poesia e da qui tutte le varie interpretazioni e commenti.
    Grazie a te di aver dato adito ad arricchimenti e confronti.
    Bacio grande e notte serena!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per la doverosa precisazione, la versione del 63 rimescola tutto e lascia "sospese" le prime due, sembra un nostalgico ritorno al passato.
      Prendendo dal tuo post e proseguendo per i commenti che ne sono seguiti ho notato una piacevole e interessante evoluzione.
      Ben vengano post di qualità come questo.
      Ciaooooo Pia.

      Elimina
    2. Il merito di tutto ciò che indichi è anche tuo e ti ringrazio tantissimo Romualdo. È bello avere a che fare con persone competenti ed attente come te. Ciaooooo! 😘

      Elimina
  14. Interessantissima la poesia con le parole che scrivi, che fanno da contorno al dipinto di Magritte.
    Mi hai fatto ricordare , di quando mio figlio frequentava la 3°media , ed
    aveva vinto il 2° premio di pittura su foglio con acquerelli , aveva fatto
    " Ceci n'est pas une pipe" di Magritte ,e l'aveva portato all'esame a fine
    anno come tesina .
    A parte questo aneddoto , amo tutta l'arte , ma Magritte sa trasmettere diversi stati d'animo.

    Buona giornata cara Pia ,un abbraccio.

    Rosy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Rosy. Le parole che leggi nel post sono di Magritte come il suo dipinto.
      Bella la scelta di tuo figlio in terza media. Mi complimento con lui per la scelta ed il premio. 😉 👍
      Vero, con Magritte nascono opinioni, idee ed emozioni varie e personali. Buona giornata a te Rosy. Ti ringrazio tantissimo. Ciao.

      Elimina
  15. bellissime parole cara Pia; e poi Magritte, come sai, è uno dei miei preferiti!!!
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so e ne sono felice Luigi!
      Grazie ed abbraccio enorme!

      Elimina
  16. Non mi piace il surrealismo e non amo De Chirico e Magritte. Non sopporto dovermi concentrare sul quadro per cercare di capire cosa c'è dietro. Io mi faccio travolgere dalle emozioni che mi regala anche sono un tratto, non a caso Jackson Pollock è e resta il mio pittore preferito. Ma tu, come sempre sei stata bravissima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cavolo non sono riuscita a farti cambiare idea allora...ahahahahah...
      Ma con Pollock siamo profondamente d'accordo. 😉
      Grazie infinite Mari! Notte serena!

      Elimina
  17. mi affascinano quelle monde che come bruschi in cercano la pioggia a dissetarle di tanto da fare. Stana combin tra astratto e metafisico come a voler esplorare l'irreale tempestoso...
    Quella scala credo che porti nel profondo della coscienza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho compreso bene la prima parte del discorso ma è bella ed interessante la tua considerazione sulla scala. 😉
      Grazie Andrea, abbraccio.

      Elimina

Posta un commento

I vostri preziosi pensieri siano i benvenuti. Grazie.
Tutti i miei scritti sono privati.
Vietato riprodurli senza il mio permesso.