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Riqualificazione Urbana e Architettonica: Il Caso di Piazza Risorgimento a Benevento e il Valore di un Progetto Visionario

 

Una cosa che proprio non mi aspettavo era di vedere una realizzazione progettuale che potesse essere di mio gradimento, attualmente, nella mia città. 

Piazza Risorgimento è nei miei ricordi il nucleo fondamentale di aggregazione sociale, soprattutto giovanile. Le strutture scolastiche ne sono il fondamento. 




Quante amicizie e amori giovanili sono nati in questo spazio che da molti anni ormai aveva perso il suo valore a causa dell'uso inappropriato dello stesso, essendo stato adibito a un grigio e mero parcheggio. 

Aveva perso tutta l'identità iniziale che il progettista e architetto degli anni Trenta, Luigi Piccinato, aveva voluto esprimere. 

Ma, andiamo con ordine. 

Nei giorni scorsi c'è stata l'inaugurazione della centrale Piazza Risorgimento dopo la sua riqualificazione. L'opera è stata fortemente voluta dall'attuale sindaco Clemente Mastella, il quale ci ha permesso di riappropriarci di uno spazio fondamentale della nostra amata città. 



Il progetto esecutivo è stato affidato all'architetto Antonio Iadicicco. Per chi desiderasse conoscere coloro che hanno dato il loro contributo professionale, lascio qui una foto di uno dei vari cartelloni esposti intorno alla piazza. 



Ma, leggendo in questi giorni le varie opinioni dei cittadini beneventani, ho compreso quanto si essi siano profondamente all'oscuro della storia di ciò che noi tutti abbiamo davanti ai nostri occhi e di come spesso non si conoscano le motivazioni alla base di un progetto e della sua realizzazione. Purtroppo si tratta di ignoranza (nel senso che proprio si ignorano i fatti senza approfondirne la conoscenza) e me ne rammarico. 

Quindi, proprio per aprire gli occhi a chi non sa, ho deciso di raccontarvi, in breve, l'origine di questa piazza e i suoi risvolti storici e progettuali. 

Essa nasce dal progetto di uno dei più importanti architetti e urbanisti del Movimento Moderno e del Razionalismo, Luigi Piccinato. Il disegno dello spazio di aggregazione di questa piazza è strettamente legato all'edificio scolastico del Liceo classico P. Giannone, sempre di sua ideazione concettuale. 

Il Movimento Moderno ha avuto come fautori grandi protagonisti come Le Corbusier, Mies van der Rohe, Gropius e tutta la scuola del Bauhaus. Nasce come ribellione all'architettura dell'Eclettismo e dello Storicismo e al loro voler tornare prepotentemente al classicismo e al gotico (Stile Neoclassico e Neogotico, appunto), allontanandosi anche da quello stile che invadeva l'architettura con i suoi orpelli decorativi (come nell'Art Nouveau, che in Italia è riconducibile allo Stile Liberty). Il Protorazionalismo è strettamente collegato a quest'ultima per l'impiego dei nuovi materiali tecnologici e industriali, come il ferro e il cemento armato, che però divennero elementi formativi dello stile stesso, cronologicamente antecedente al Movimento Moderno

Luigi Piccinato tuttavia si lega al Razionalismo, che nasce, poco dopo il veloce passaggio dell'architettura futurista, principalmente a Milano, nel 1926, con Terragni, Pollini, Frette, Rava, Libera e tanti altri, tutti appartenenti al "Gruppo 7", come spiega Bruno Zevi nei suoi scritti (da me studiati approfonditamente durante il mio percorso per un esame universitario davvero tosto, bei ricordi ma non divaghiamo). 

Fu proprio Adalberto Libera a portare il Razionalismo a Roma, dove si unirono il nostro Piccinato e altri che realizzarono moltissimi progetti. Fondamentali erano, dunque, i materiali usati, lo studio delle nuove tecnologie e il loro uso, che continua ancora oggi. 

Quindi per intenderci tutto si svolse intorno al 1920-1930. 

Una informazione fondamentale, per chi è curioso e ha fame di conoscenza, che voglio assolutamente aggiungere è che Piccinato, insieme a Zevi, Ridolfi e Nervi, fu il fondatore, nel 1945, dell'A.P.A.O., cioè l'Associazione Per l'Architettura Organica, che appoggiava e sosteneva gli studi e le realizzazioni architettoniche del mio amato Frank Lloyd Wright. 

Quindi, ritornando a noi e alla riqualificazione progettuale di Piazza Risorgimento, e tenendo conto dei vari fattori fondamentali, espressi nel modo più sintetico possibile (non avrei potuto fare meglio e se vi ho annoiato mi dispiace, io ce l'ho messa tutta), potete comprendere che ciò che è stato realizzato, per me, è veramente corretto.  








Questo perché si è voluto rispettare il progetto storico in ogni sua forma. Dalla messa in opera della pavimentazione in pietra vulcanica all'uso del travertino nel porticato, con l'aggiunta del materiale metallico e la nuova tecnologia di nebulizzazione che ci porta avanti nella progettazione dei tempi odierni fino al minimalismo che si percepisce, che fu uno degli aspetti più importanti del Movimento Moderno



Mi è piaciuto molto l'utilizzo del termine "Agorà", usato durante il discorso di inaugurazione. Un termine appropriato che unisce il moderno all'antico, e che si adatta all'identità storica della mia splendida città. 

In conclusione, la riqualificazione di Piazza Risorgimento a Benevento rappresenta, a mio parere, un modello riuscito di come l'architettura e l'urbanistica possano essere strumenti potenti per migliorare la qualità della vita nelle città. Trasformando un'area problematica in uno spazio vibrante e multifunzionale, il progetto ha non solo ridato dignità a un luogo storico, ma ha soprattutto donato a Benevento un cuore pulsante, un luogo dove la comunità può riconoscersi, incontrarsi e prosperare. È un investimento non solo in cemento e verde, ma nel tessuto sociale e nella qualità della vita dei suoi cittadini.

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Ho letto in questi giorni delle baggianate enormi che vanno dall'inserimento di una fontana centrale con alberi, all'improbabile richiesta di sostituire tutto ciò che è stato realizzato con un mega parcheggio. Anche quest'ultimo è il frutto di chi non si è informato, visto che tale opera sta già per essere realizzata, con lavori in atto nel vecchio parcheggio degli autobus. 

P.S. Purtroppo, devo indicare un enorme difetto emerso durante le mie osservazioni: la nebulizzazione ha creato sin da subito uno scorrimento d'acqua inappropriato. Le gocce cadono su panchine e persone, allagando il passaggio. Forse occorre apportare qualche urgentissima misura correttiva. 😉 

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Certo è che ci è voluto tutto questo per spingermi a scrivere di nuovo di arte, qualcosa che ho molto trascurato ultimamente, lo so. Spero vogliate perdonarmi e spero che ne gradiate il ritorno. 

Un saluto immenso a tutti voi, grazie. 

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